Visitare il Forte di Fenestrelle, la Muraglia Cinese d’Italia

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Panorama dall'alto del Forte di Fenestrelle, visitare il Forte di Fenestrelle
Panorama dall'alto del Forte di Fenestrelle, visitare il Forte di Fenestrelle

Esistono posti, in Piemonte, capaci di lasciarci a bocca aperta per la loro magnificenza, sono posti unici nel loro genere, luoghi in grado di mozzare il fiato e dove vivere esperienze indimenticabili, come visitare il Forte di Fenestrelle, raccontato da Luca, che qui ci scrive la sua avventura.

Tranquillo, seduto al tavolo di un bar mentre mi gusto il mio caffè, colgo la discussione di due persone anziane che ricordano la bellezza di alcuni forti italiani e le valorose battaglie disputate per la conquista o la difesa di quest’ultimi.

Lo so, lo so! Ora mi direte: “non è buona educazione ascoltare i discorsi altrui”.

Credetemi non mi è stato davvero possibile non prestare attenzione ai loro discorsi, parlavano a voce talmente alta per cui tutti gli avventori del locale ascoltavano incuriositi questi epici racconti.

Una frase tra le tante mi colpì: chissà in che stato è “il Forte di Fenestrelle, la Muraglia Cinese d’Europa“!

L'antico parafulmine e la polveriera, visitare il Forte di Fenestrelle
L’antico parafulmine e la polveriera, visitare il Forte di Fenestrelle

Fu un attimo! Un guizzo della “mia vocina interiore” mi pose la fatidica domanda: “In Italia abbiamo una costruzione talmente imponente e tu non la conosci e non l’hai ancora vista?”

Gli rispondo: “Hai ragione, la devo vedere!”

Cerco informazioni in internet e facilmente trovo il sito del forte.

Vi si trovano tutte le indicazioni necessarie: su come raggiungerlo, a quale tipo di visita potersi iscrivere per esplorare il complesso, dove pranzare e quando assistere alle bellissime rievocazioni storiche.

N.B. Le visite sono solo su prenotazione telefonica

I percorsi a disposizione sono ben tre:

  1. Uno di un’oretta, agibile quasi per tutti e senza guida;
  2. Uno di tre ore, con guida, e vi porterà a visitare i due terzi del complesso;
  3. Uno di sette ore, con guida, a mio parere il più entusiasmante, e vi farà scoprire il Forte di Fenestrelle in tutto il splendore.

I prezzi sono modici, la tariffa più cara è di € 15,00, quella che comprende l’escursione più lunga.

Consiglio per tutti: scarpe comode, da ginnastica o pedule!

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A parte l’inizio di visita al forte San Carlo, il resto del percorso é tra scalini e un sentiero di montagna comodo, ma non certo adatto a scarpe con il tacco o con suole in cuoio.

Ingresso al Forte di Fenestrelle
Ingresso al Forte di Fenestrelle

Gita al Forte di Fenestrelle

Ma torniamo a noi. Il mio viaggio è iniziato di buonora dove vivo, in provincia di Biella, e per arrivare al Forte di Fenestrelle occorrono circa due ore d’auto. Per chi non lo sapesse, siamo in Piemonte.

La visita di tre ore a cui mi sono iscritto inizia alle 10 del mattino, ve ne è comunque una anche nel primo pomeriggio, intorno alle 15, da tenere buona se si ha anche l’intenzione di assistere alle rievocazioni storiche serali che, con l’arrivo del buio, sono più suggestive.

Arrivati in loco, dopo un percorso piacevole che risale la val Chisone fino ai 1.145 metri di altitudine del comune di Fenestrelle, mi accoglie un ampio posteggio, proprio all’entrata del forte.

Sceso dall’auto, l’aria fresca del mattino mi da una piacevole sferzata di energia, davanti a me si trova un ponte levatoio, è ingresso alla struttura, sicuramente preludio a quella che sarà una bella esperienza. Non vedo l’ora di entrare!

Dirigendomi verso il forte San Carlo, mi rendo conto di quanto sia impressionante il complesso. Avevo già sentito e letto che era menzionato come “la muraglia cinese d’Europa”, ma solo ora che mi è d’ innanzi ne comprendo appieno l’imponenza.

Palazzina Ufficiali e Prigione di Stato, visitare il Forte di Fenestrelle
Palazzina Ufficiali e Prigione di Stato, visitare il Forte di Fenestrelle

Entro e mi dirigo alla biglietteria, è situata sul lato destro di due enormi caseggiati in pietra che abbracciano un ampio cortile. In fondo si trova una grande chiesa, e subito mi domando cosa ci faccia una chiesa così grande dentro a un forte. È la prima domanda che mi balza alla mente dopo averla vista.

Terminate le formalità alla biglietteria mi dicono di attendere l’arrivo della guida, ho ancora mezz’ora abbondante d’attesa e ne approfitto per fare colazione presso il caffè/ristorante.

N.B.: ne ho usufruito anche a pranzo, vi sono diversi tipi di menù per ogni tipo di tasca, e le vivande sono veramente buone, per cui lo consiglio vivamente.

Parlando con il barista, vengo a sapere che tutta la struttura è gestita da volontari, e che è solo grazie al loro impegno e al loro merito se oggi la possiamo visitare.

In passato il forte fu abbandonato a se stesso, era proprietà del demanio dello stato e, per via degli eccessivi costi di recupero, i vari enti preferirono non intervenire.

Fortunatamente, dopo l’esempio e i risultati di questi volontari amanti della storia e grazie ai loro interventi eseguiti, di tasca propria e alla passione che li accomuna, demanio ed enti decisero di finanziare il recupero del Forte di Fenestrelle, che ora sta tornando all’antico splendore e alla gloria che merita.

La mia esplorazione sta per iniziare, è arrivata la guida: Mario Reviglio.

Chiesa del Forte di Fenestrelle, visitare il Forte di Fenestrelle
Chiesa del Forte di Fenestrelle, visitare il Forte di Fenestrelle

Visitare il Forte di Fenestrelle

Le guide sono diverse e anche in questo caso sono fortunato, incontro il sig. Reviglio è tra i promotori di questo fantastico recupero: docente di storia presso diverse sedi dell’università della terza età, insegnate per un trentennio nelle scuole medie del torinese, presidente per nove anni dell’Associazione Progetto San Carlo – Forte di Fenestrelle e per tre anni all’associazione Amici del Museo Pietro Micca, nonché guida volontaria.

Chi meglio di Lui può narrare la storia che a breve ripercorremmo?

“Due numeri sul Forte di Fenestrelle” :

  • 122 gli anni di lavoro che vennero impiegati per costruirlo;
  • 4.000 gradini da percorrere;
  • 635 i metri di dislivello dal primo nucleo fino a quello presente sulla sommità della collina;
  • 1.300.000 metri quadrati di superficie.

Non mi dilungherò molto sulla storia del Forte di Fenestrelle, per non annoiarvi e per non togliervi la curiosità di visitarlo e di scoprirlo dalle vive parole delle guide.

Nelle Prigioni di Stato del Forte di Fenestrelle, visitare il Forte di Fenestrelle
Nelle Prigioni di Stato del Forte di Fenestrelle, visitare il Forte di Fenestrelle

Un accenno però ci va:

Siamo nel settecento, è appena nato il Regno Sabaudo di Sardegna, grazie al Re Vittorio Amedeo II e alla sua preoccupazione per i confini del regno, verso i valichi che conducono verso i territori degli acerrimi nemici francesi (valli di Susa e del Chisone) venne inviata una squadra di tecnici per verificare lo stato dei sistemi e delle opere difensive delle relative valli.

Erano e sono la porta d’ingresso naturale dalla Francia verso l’Italia e viceversa.

Fu appurato che il vecchio forte Mutin in Val Chisone, di fronte all’abitato di Fenestrelle, non era sufficiente ad impedire una loro invasione.

L’incarico di sopraintendere ai lavori fu conferito all’ingegnere Antonio Bertola il quale, oltre a ripristinare il vecchio forte, diede inizio alla progettazione di base di nuove strutture fortificate atte a difendere meglio le due valli. All’epoca non se ne fece nulla per la mancanza di denaro per queste grandi opere.

In seguito, recuperate le somme, venne dato incarico al suo primo ingegnere militare: Ignazio Bertola. Egli, figliastro di Antonio Bertola, andò a recuperare gli studi del patrigno svolti dieci anni prima, presentando in seguito un’opera straordinaria: una grande muraglia fortificata!

La scalinata coperta, visitare il Forte di Fenestrelle
La scalinata coperta, visitare il Forte di Fenestrelle

Era l’anno 1727 e nella primavera successiva iniziarono i lavori: circa 4.000 persone presero parte ai lavori di costruzione.

Questi iniziavano nel mese di marzo e proseguivano fino a novembre, oltre non era possibile continuare per via del freddo e della neve che ricoprivano il crinale su cui stava prendendo vita il forte. I lavori iniziavano alle cinque del mattino e proseguivano fino alle diciannove, interrotti da tre pause durante l’arco della giornata.

Occorse circa un sessantennio per avere quella che sarebbe stata la struttura muraria principale e alcune postazioni con i cannoni in grado di offrire una valido sbarramento.

Nel 1850 dopo la dismissione del forte Mutin e la successiva costruzione della ridotta Carlo Alberto, preferita per la potenza di fuoco, e in seguito a varie vicissitudini accorse in quei 122 anni, terminavano i lavori di costruzione dell’opera ciclopica.

In tutta Europa non vi sono paragoni per le sue dimensioni.

La Palazzina del Governatore, visitare il Forte di Fenestrelle
La Palazzina del Governatore, visitare il Forte di Fenestrelle

Due passi al Forte di Fenestrelle

Torniamo a noi, Mario Reviglio, la guida, ci racconta dei Re che l’hanno voluta e degli ingegneri che ne hanno dato corpo. Delle varie battaglie che hanno portato alla costruzione di questa imponente struttura e delle tragiche storie vissute da chi fu imprigionato nelle sue carceri, perché oltre ad essere un’imponente fortezza fu anche un carcere, anzi per quasi tutta l’intera sua esistenza questo fu il suo principale impiego.

L’enorme caseggiato alla sinistra del cortile è conosciuto come Palazzina del Governatore, ora sede di una piacevole libreria, ai cui piani superiori, in mostra permanente, si ha La Collezione del Governatore (serie di oltre 300 specie di animali imbalsamati). Non farti prendere dal disappunto per il trattamento riservato agli animali, all’epoca si usava collezionarli e in seguito imbalsamarli per esibirli.

Mentre sul lato destro del cortile vi è il Padiglione degli Ufficiali, al suo interno è allestito il Museo Come alla corte del Re (che espone abiti del 1700).

I quartieri delle truppe, visitare il Forte di Fenestrelle
I quartieri delle truppe, visitare il Forte di Fenestrelle

Una curiosità:

Negli ambienti sottostanti la Palazzina Ufficiali, si trova il pozzo, da lì veniva attinta l’acqua per la vita del forte e delle cucine. Il pozzo veniva situato ai piani inferiori per motivi di sicurezza, cosi da impedirne un eventuale avvelenamento dell’acqua da parte nemica. Inoltre serviva alle cucine ai piani superiori, anch’esse posizionate sotto il livello del terreno, sempre per essere al riparo da eventuali bombardamenti e per assicurare il continuo sostentamento di chi viveva all’interno del forte.

Visitato il forte San Carlo prosegue la visita lungo il sentiero di montagna che ci condurrà alla palazzine dove vivevano i soldati e dove venivano imprigionati i detenuti.

Ricordando l’epoca si può immaginare che, in quel periodo, essere dei semplici detenuti era quasi una condanna a morte, vista la scarsità di cibo fornita e per le misere dimore in cui i condannati venivano alloggiati.

Lo spettacolare panorama a strapiombo dalla Garitta del Diavolo, visitare il Forte di Fenestrelle
Lo spettacolare panorama a strapiombo dalla Garitta del Diavolo, visitare il Forte di Fenestrelle

I 4.000 gradini e la Garitta del Diavolo

Si prosegue lungo il sentiero che ci condurrà alla scala coperta. I 4.000 gradini!

A metà di questo percorso resterai affascinato da ciò che hai fatto e di ciò che i tuoi occhi vedranno alzando e abbassando lo sguardo lungo la scalinata.

Ecco, al termine della scalinata ti ricorderai che è bene tenersi in forma, perché credimi, fare tutti quegli scalini metterà a dura prova i tuoi muscoli e, inoltre, ne scoprirai alcuni di cui ignoravi l’esistenza.

Non farti spaventare da ciò che scrivo, sono un pigrone e anche asmatico, per cui se ci sono riuscito io, con un po’ di calma, la può fare chiunque.

Alla fine del percorso si arriva alla Garitta del Diavolo, a monte del forte Tre Denti: una meraviglia!

Tra il Forte Tre Denti e la Garitta del Diavolo, visitare il Forte di Fenestrelle
Tra il Forte Tre Denti e la Garitta del Diavolo, visitare il Forte di Fenestrelle

Il nome deriva dalla leggenda che la vede protagonista nelle difficoltà di coloro che la innalzarono e del loro contrastante, il Diavolo, che si opponeva alla costruzione, ed all’odore di zolfo che avevano le pietre.

Questo punto di avvistamento venne eretto a strapiombo su una rocca alta 20 metri e spazzata dai venti. Ovviamente la vittoria fu degli uomini, del loro impegno e della loro fatica.

Il colpo d’occhio che si ammira è davvero splendido, da quell’altezza si osserva tutta la valle dall’alto e non ti sembrerà vero di aver fatto tutto quel percorso.

Che mi resta da dirti ancora? Mi raccomando, non perdere l’occasione di visitare il Forte di Fenestrelle e non perdere nemmeno una parola delle guide, qui si narra la storia d’Italia e di chi l’ha resa quel bel paese che conosciamo.

Panorami sulla vallata dal Forte di Fenestrelle, visitare il Forte di Fenestrelle
Panorami sulla vallata dal Forte di Fenestrelle, visitare il Forte di Fenestrelle

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About Luca Agostini 16 Articoli
Ciao a tutti, sono Luca Agostini, da alcuni anni conosco Gian Luca e Emanuele, ma è stata una casualità a portarmi a scrivere su queste pagine, una coincidenza di eventi per la quale da semplice lettore oggi mi ritrovo ad essere blogger per caso. Pur non essendo di origini biellesi sono nato a Biella, classe 1971, e negli anni passati ho lavorato nelle più grandi aziende tessili del biellese quali Liabel, Fraver s.pa. del gruppo Verzoletto e Cerruti 1881. Nel 2008 ho radicalmente cambiato la mia vita professionale andando a lavorare alla Bi.Biel s.a.s, è un forno artigianale dolciario dove la passione per il proprio lavoro e l’amore per i prodotti genuini ne fanno motivo di vanto e di continua ricerca. Blogger per caso La collaborazione con i blogger di Sphimm’s Trip (ora Viaggia e Scopri) nasce dall’incontro occasionale durante l’evento, da loro organizzato, #biellastoria. blogger per caso, Luca AgostiniIn questa occasione abbiamo avuto modo di scambiare alcune nostre esperienze personali, qui è emersa la mia passione per i viaggi, per la fotografia di paesaggi naturali e mete turistiche. Questo desiderio comune di esplorare luoghi lontani e anche vicini a noi, ma poco conosciuti, mi ha offerto l’occasione di collaborare con loro in veste, a me nuova, di cameraman durante la promozione turistica di #boccadimagra. Un evento elettrizzante, volto a valorizzare il paesaggio, la storia e la cucina tradizionale lunigiana nel comune di Ameglia, comune sfregiato dall’alluvione del dicembre 2009 e che, grazie all’amore dei suoi abitanti, sta tornando al suo nativo splendore. In due giorni guardare, visitare e documentare tutto ciò che Ameglia ha da offrire è stata una vera e propria prova di forza, non una vacanza come potevo inizialmente pensare, assolutamente no! L’entusiasmo di “Sphimm“, dei blogger e l’ospitalità degli abitanti locali, conosciuti all’evento, mi hanno galvanizzato, travolto e fatto apprezzare tutto ciò. Contagiato da questa passione ho cominciato di recente a scrivere io stesso un blog di viaggi: Pratical Travel. Insomma, grazie a loro, è nata questa collaborazione contagiosa che mi ha fatto conoscere ed apprezzare la figura del blogger e a chissà a quali nuove esperienze mi potrà condurre… consideratemi un blogger per caso!

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