Visitare la Reggia di Venaria Reale: cosa vedere e consigli

Visitare la Reggia di Venaria Reale significa entrare in uno dei luoghi più spettacolari del Piemonte e immergersi nella storia della dinastia sabauda. A pochi chilometri dal centro di Torino, questo enorme complesso di palazzi e giardini fa parte delle Residenze della Casa Reale di Savoia riconosciute Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

PROMO:

Ho visitato la Reggia in una giornata di marzo e, nonostante i giardini non avessero ancora raggiunto il loro massimo splendore, sono rimasto colpito dalle dimensioni del complesso e dalla varietà degli ambienti che si attraversano.

Il percorso conduce dalle sale della seicentesca Reggia di Diana agli appartamenti reali, per arrivare ad alcuni dei grandi capolavori di Filippo Juvarra, come la luminosa Galleria Grande e la Cappella di Sant’Uberto. All’esterno si estendono poi gli immensi Giardini, che cambiano volto con il trascorrere delle stagioni.

In questo articolo ti porto con me alla scoperta della Reggia di Venaria, raccontandoti cosa vedere durante la visita e aggiungendo le informazioni utili per organizzare al meglio la tua giornata.

Se stai organizzando la visita, ti consiglio di prenotare in anticipo il biglietto per la Reggia di Venaria su Musement, soprattutto nei weekend e nei periodi di maggiore affluenza, oppure di scegliere una visita guidata per approfondire la storia e gli ambienti della residenza.

La Torre dell'Orologio, visitare la Reggia di Venaria Reale
La Torre dell’Orologio, visitare la Reggia di Venaria Reale

La storia della Reggia di Venaria Reale

Prima di iniziare la visita vale la pena conoscere brevemente la storia della Reggia di Venaria, perché gli ambienti che attraverseremo raccontano ampliamenti e trasformazioni avvenuti nel corso di diversi secoli.

La sua storia inizia nella seconda metà del Seicento, quando il duca Carlo Emanuele II di Savoia e Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours decidono di realizzare una nuova residenza destinata al piacere e alla caccia. Affidano il progetto all’architetto di corte Amedeo di Castellamonte, che concepisce un grandioso complesso formato dal palazzo, dai giardini, dai boschi di caccia e dal borgo.

Alla fine del Seicento Michelangelo Garove amplia la Reggia, ma è nel secolo successivo che il complesso assume alcuni dei suoi tratti più spettacolari.

Dal 1716 Filippo Juvarra lavora all’ampliamento della residenza per Vittorio Amedeo II. A lui dobbiamo capolavori come la Galleria Grande, la Cappella di Sant’Uberto, la Citroniera e la Scuderia Grande.

Con l’occupazione napoleonica inizia una nuova fase: i militari trasformano progressivamente gli ambienti della Reggia e li adattano alle proprie esigenze. Seguono un lungo periodo di trasformazioni, abbandono e degrado.

Un imponente intervento di recupero restituisce infine splendore al complesso e, nel 2007, la Reggia di Venaria riapre al pubblico, tornando a essere uno dei principali monumenti del Piemonte.

Sala di Diana, visitare la Reggia di Venaria Reale
Sala di Diana, visitare la Reggia di Venaria Reale

La Sala di Diana, cuore della Reggia seicentesca

Entrando nella parte più antica della Reggia raggiungiamo la Sala di Diana, cuore del progetto seicentesco di Amedeo di Castellamonte e uno degli ambienti che meglio raccontano l’originaria funzione della residenza come luogo di piacere e di caccia della corte sabauda.

Qui la corte organizzava sontuosi banchetti e ricevimenti. La sala occupa inoltre il centro di un lungo asse prospettico che attraversava l’intero complesso: dal borgo di Venaria lo sguardo passava attraverso questo ambiente per proseguire verso i giardini e l’antico Tempio di Diana.

Alzando gli occhi si comprende subito quanto il tema della caccia domini le decorazioni. Sulla volta Jan Miel raffigura Giove nell’atto di affidare simbolicamente a Diana il dominio della caccia, mentre lungo le pareti si susseguono grandi ritratti equestri della corte sabauda.

Nel registro inferiore troviamo invece dieci grandi tele, sempre opera di Jan Miel, dedicate alle diverse fasi e tipologie della caccia: dal cervo alla lepre, dall’orso alla volpe e al cinghiale.

Non si tratta quindi soltanto di una sala sontuosamente decorata: ogni elemento celebra la caccia come uno dei grandi rituali della vita di corte e ricorda la funzione per cui nacque la Reggia di Venaria.

Arredamento d'epoca e ebanisteria nella Reggia di Venaria Reale
Arredamento d’epoca e ebanisteria nella Reggia di Venaria Reale

Gli appartamenti e le sale della Reggia

Dalla Sala di Diana proseguiamo attraverso gli appartamenti e gli ambienti della Reggia, seguendo un percorso che permette di attraversare epoche diverse della storia sabauda.

Le sale che incontriamo non conservano tutte gli arredi originari. Le trasformazioni del complesso, il lungo utilizzo militare e gli anni di abbandono hanno infatti modificato profondamente gli interni. Il grande intervento di restauro ha recuperato gli spazi e ha reso nuovamente leggibile la loro storia.

Durante la visita, dipinti, opere d’arte, ricostruzioni e installazioni multimediali aiutano a immaginare la vita di corte alla Venaria e a comprendere come la residenza sia cambiata nel corso dei secoli.

Camminando da una sala all’altra si percepisce anche la vastità del complesso. La Venaria non nacque infatti come un semplice palazzo, ma come una vera residenza di corte, strettamente collegata ai giardini, al borgo e al grande territorio destinato alle battute di caccia.

È proprio questa continuità tra architettura, paesaggio e vita di corte a rendere la visita diversa da quella di molti altri palazzi storici.

Scorcio dei giardini della reggia, visitare la Reggia di Venaria Reale
Scorcio dei giardini della reggia, visitare la Reggia di Venaria Reale

I Giardini della Reggia di Venaria

Dopo gli interni usciamo nei Giardini della Reggia di Venaria, parte integrante del progetto della residenza e uno degli spazi che più cambiano aspetto a seconda del periodo dell’anno.

Io li ho visitati nel mese di marzo, quando la vegetazione non si era ancora completamente risvegliata e il paesaggio appariva inevitabilmente più spoglio. È bastato però percorrere i grandi viali e osservare le prospettive tra la Reggia, il parco e le montagne per immaginare quanto l’atmosfera possa cambiare durante la primavera e l’estate.

Gli attuali giardini nascono da un importante lavoro di recupero. Dopo l’utilizzo militare e secoli di trasformazioni, infatti, dell’antico parco era rimasto ben poco.

Il restauro ha permesso di ricreare il rapporto tra architettura e paesaggio che caratterizzava il progetto originario della Venaria. Viali, prati, specchi d’acqua e grandi prospettive accompagnano lo sguardo verso le Alpi e rendono i giardini molto più di un semplice spazio da attraversare tra una sala e l’altra.

Se hai tempo, ti consiglio quindi di non limitare la visita agli interni: i Giardini sono una parte fondamentale dell’esperienza della Reggia, soprattutto durante la bella stagione.

Se preferisci scoprire la residenza accompagnato da una guida, puoi confrontare i tour e le visite guidate alla Reggia di Venaria, scegliendo la soluzione più adatta al tempo che hai a disposizione.

Galleria Grande, o Galleria di Diana, alla Reggia di Venaria Reale
Galleria Grande, o Galleria di Diana, alla Reggia di Venaria Reale

La Galleria Grande, il capolavoro di Filippo Juvarra

Proseguendo nella visita raggiungiamo uno degli ambienti più spettacolari dell’intera Reggia: la Galleria Grande, capolavoro settecentesco di Filippo Juvarra.

Appena entrato sono rimasto letteralmente a bocca aperta. Dopo le sale attraversate fino a quel momento, trovarsi improvvisamente in questo enorme spazio bianco e luminosissimo crea un effetto sorprendente.

La Galleria si sviluppa per circa 80 metri di lunghezza e raggiunge i 15 metri d’altezza al centro della volta. In origine collegava l’appartamento del re a quello dell’erede al trono, ma Juvarra la trasformò in una grandiosa architettura scenografica.

A renderla così particolare è soprattutto la luce. Le grandi finestre disposte lungo le pareti e le aperture ovali della volta permettono ai raggi del sole di entrare da diverse direzioni, creando continui giochi di chiaroscuro sugli stucchi, sulle cornici e sulle decorazioni.

Anche il pavimento contribuisce all’effetto prospettico dell’ambiente. Quello attuale riprende il disegno juvarriano. Durante l’occupazione francese, invece, le autorità fecero smontare il pavimento originale e ne riutilizzarono gli elementi nella Galleria del Beaumont a Torino.

È uno di quei luoghi che le fotografie riescono a raccontare solo in parte: la sensazione di spazio e luminosità della Galleria Grande si comprende davvero soltanto entrando al suo interno.

Cappella di Sant'Uberto, visitare la Reggia di Venaria Reale
Cappella di Sant’Uberto, visitare la Reggia di Venaria Reale

La Cappella di Sant’Uberto

Un altro capolavoro di Filippo Juvarra ci attende poco dopo: la Cappella di Sant’Uberto. Vittorio Amedeo II ne affidò il progetto a Juvarra, che vi lavorò nella prima metà del Settecento.

La scelta del santo non è casuale. Sant’Uberto è il patrono dei cacciatori e la dedica richiama direttamente la funzione venatoria per cui nacque la Reggia di Venaria.

Anche qui la luce diventa uno degli elementi principali dell’architettura. Juvarra progettò un ambiente monumentale nel quale grandi finestre, decorazioni e volumi dialogano tra loro creando un forte effetto scenografico.

Lo sguardo viene attirato soprattutto dall’altare maggiore di Giovanni Baratta, che sembra quasi sospeso davanti alla grande apertura luminosa dell’abside. Gli angeli marmorei sostengono il tabernacolo, mentre la luce proveniente dalle alte vetrate retrostanti ne mette in risalto forme e decorazioni.

Nelle nicchie dei pilastri centrali troviamo inoltre quattro statue dei Dottori della Chiesa, anch’esse opera di Baratta: Sant’Agostino, Sant’Ambrogio, Sant’Atanasio e San Giovanni Crisostomo.

La Cappella conclude idealmente il percorso tra i grandi ambienti progettati da Juvarra e permette di comprendere ancora meglio quanto architettura e luce siano protagoniste della Reggia di Venaria.

Galleria cronologica della dinastia Savoia alla Reggia di Venaria Reale
Galleria cronologica della dinastia Savoia alla Reggia di Venaria Reale

La Citroniera e la Scuderia Grande

Tra gli altri grandi spazi della Venaria meritano attenzione anche la Citroniera e la Scuderia Grande, che Filippo Juvarra progettò e costruì tra il 1722 e il 1727.

Le loro dimensioni aiutano ancora una volta a comprendere la grandiosità della Venaria. La Scuderia Grande poteva ospitare circa 200 cavalli, indispensabili per una residenza strettamente legata alla caccia e alla vita di corte.

La Citroniera aveva invece una funzione completamente diversa. Le grandi finestre rivolte a sud permettevano di sfruttare al massimo luce e calore e, durante l’inverno, l’ambiente ospitava centinaia di casse contenenti agrumi e altre piante provenienti dai giardini.

Oggi questi enormi ambienti fanno parte del percorso di visita e ospitano anche mostre ed eventi, offrendo un’ulteriore testimonianza della capacità di Juvarra di unire funzionalità e spettacolarità architettonica.

Cosa vedere a Venaria Reale oltre alla Reggia

Terminata la visita, ti consiglio di non ripartire subito. Basta infatti allontanarsi di pochi passi dalla Reggia per entrare nel Borgo Antico di Venaria Reale, nato insieme alla residenza nella seconda metà del Seicento.

Il borgo faceva parte dello stesso progetto urbanistico di Amedeo di Castellamonte: la lunga Via Maestra, oggi via Andrea Mensa, accompagnava scenograficamente verso il palazzo e creava un collegamento diretto tra la città e la corte.

Percorrendola raggiungiamo Piazza dell’Annunziata, uno degli angoli più caratteristici del centro storico. Castellamonte concepì la sua particolare forma per richiamare il medaglione centrale del Collare dell’Annunziata, prestigiosa onorificenza di Casa Savoia.

Sulla piazza si affaccia la Chiesa della Natività di Maria Vergine. Castellamonte la inserì nel progetto originario, mentre Benedetto Alfieri intervenne successivamente sull’edificio. Sul lato opposto avrebbe dovuto sorgere una seconda chiesa gemella, ma il progetto arrivò a realizzare soltanto la facciata.

Passeggiando nel borgo si comprende meglio un aspetto fondamentale della Venaria: Castellamonte progettò palazzo e città come parti di un unico grande complesso.

Vale quindi la pena concedersi ancora un po’ di tempo per percorrere via Mensa, osservare Piazza dell’Annunziata e magari fermarsi nel centro storico prima di concludere la giornata.

Esposizioni e video installazioni, visitare la Reggia di Venaria Reale
Esposizioni e video installazioni, visitare la Reggia di Venaria Reale

Biglietti e orari della Reggia di Venaria

Prima di partire ti consiglio di controllare orari e modalità di visita sul sito ufficiale della Reggia di Venaria, perché possono variare nel corso dell’anno e in occasione di mostre ed eventi.

Generalmente la Reggia è aperta dal martedì alla domenica, mentre il lunedì è il giorno di chiusura, salvo aperture straordinarie e festività.

Sono disponibili diverse tipologie di biglietto: puoi scegliere di visitare la Reggia e i Giardini oppure optare per formule che comprendono anche le mostre temporanee e il vicino Castello della Mandria.

Ti consiglio di acquistare il biglietto in anticipo, soprattutto durante i weekend, nei giorni festivi e nei periodi di maggiore affluenza. In questo modo puoi organizzare meglio la visita ed evitare di cercare una soluzione all’ultimo momento.

Se vuoi approfondire la storia della residenza puoi inoltre scegliere una visita guidata o utilizzare gli strumenti di visita disponibili all’interno del complesso.

Quanto tempo serve per visitare la Reggia di Venaria?

Per visitare la Reggia di Venaria senza fretta ti consiglio di dedicare almeno mezza giornata al complesso.

Il tempo necessario dipende naturalmente da ciò che vuoi vedere. Durante la bella stagione concediti più tempo per passeggiare nei Giardini. Se vuoi abbinare alla Reggia anche il Castello della Mandria, considera invece gran parte della giornata per visitare l’intera zona.

Considera inoltre un po’ di tempo per il Borgo Antico: terminare la visita passeggiando lungo via Mensa e Piazza dell’Annunziata è un ottimo modo per completare la scoperta di Venaria Reale.

Come arrivare alla Reggia di Venaria da Torino

La Reggia di Venaria si trova a circa 10 chilometri dal centro di Torino ed è facilmente raggiungibile anche senza automobile.

Puoi arrivare in treno utilizzando il Servizio Ferroviario Metropolitano e scendere alla fermata Reggia di Venaria. Da qui restano circa 500 metri a piedi attraverso il Borgo Antico per raggiungere la biglietteria.

Un’altra possibilità è la Venaria Express, la linea dedicata che collega Torino con Venaria Reale e il Parco della Mandria.

Se arrivi in auto puoi invece utilizzare i parcheggi presenti nei dintorni del complesso. Nei giorni di maggiore affluenza è consigliabile valutare i mezzi pubblici per evitare traffico e difficoltà nel trovare parcheggio.

Qualunque soluzione tu scelga, verifica sempre collegamenti e orari prima della partenza, soprattutto nei giorni festivi.

Se vuoi dedicare più tempo alla Reggia e alle altre residenze sabaude, puoi cercare un hotel a Torino o Venaria Reale e organizzare un weekend alla scoperta dei dintorni.

Vale la pena visitare la Reggia di Venaria?

Dopo averla visitata posso dire che la Reggia di Venaria merita sicuramente una giornata durante un viaggio a Torino o alla scoperta del Piemonte. Le dimensioni del complesso, la storia sabauda, i Giardini e soprattutto ambienti come la Galleria Grande rendono la visita molto più ricca di quanto si possa immaginare osservandola soltanto in fotografia.

Nel mio caso è stata proprio la Galleria Grande a lasciarmi il ricordo più forte: avevo visto molte immagini prima di arrivare, ma trovarmi realmente al suo interno è stata tutta un’altra cosa.

Vorrei però tornare anche in un’altra stagione. Avendola visitata a marzo, mi piacerebbe rivedere i Giardini nel pieno della primavera, quando vegetazione e fioriture cambiano completamente il paesaggio.

Se stai programmando qualche giorno a Torino, ti consiglio quindi di inserire Venaria Reale nell’itinerario e di dedicarle il tempo che merita, senza limitarti alla visita degli interni. Reggia, Giardini e Borgo Antico insieme permettono di comprendere davvero la grandiosità del progetto sabaudo.

Vista posteriore della Reggia di Venaria Reale
Informazioni su Gian Luca Sgaggero 716 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

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