Visitare le rovine di Calakmul, antica città Maya nella foresta

promo:

 Clicca e scopri la vacanza da favola
La scalinata è consumata dal tempo ed è meglio fare attenzione, rovine di Calakmul
La scalinata è consumata dal tempo ed è meglio fare attenzione, rovine di Calakmul

Durante il mio viaggio on the road in Messico sono state molte le esperienze folli e memorabili, una di esse è stata senza dubbio visitare le rovine di Calakmul, uno dei siti archeologici di più recente scoperta situato nella zona meridionale della penisola dello Yucatan, quasi al confine con il Guatemala.

La nostra tappa a Calakmul in qualche modo segnava già il rientro verso casa, o meglio, avevamo superato la metà del tempo a disposizione per il viaggio e io avrei voluto fare ancora mille cose prima di tornare a Cancun e ripartire con un volo per l’Italia.

Rientrando da San Cristobal de Las Casas verso la costa atlantica, giunti a Escarcega, si trova un bivio. Puntare a nord è il percorso più classico e meglio servito, siamo nello stato di Campeche e si attraversano alcuni siti archeologici importanti tra cui Uxmal, si punta poi verso Valladolid e la strada ti conduce comodamente sulla costa.

Ma io volevo esplorare, e comunque la strada a nord l’avevamo già percorsa. Abbiamo deciso quindi di svoltare a destra a Escarcega puntando verso la città di Chetumal. Questa strada è praticamente un lungo rettilineo che attraversa la foresta, non mancano alcuni siti minori da visitare lungo il percorso e, quasi necessariamente, occorre fare tappa a Xpujil, piccolo paese lontano da tutto e quasi al confine dello stato di Campeche.

La porta del Palazzo Chenes a Becan a poca distanza da Calakmul
La porta del Palazzo Chenes a Becan a poca distanza da Calakmul

Cosa vedere a Xpujil

Xpujil può essere una buona base per visitare alcuni siti archeologici meno noti e, forse per questo, molto carichi di atmosfera. La maggior parte delle volte eravamo noi gli unici visitatori.

Poco fuori dal paese i siti più conosciuti sono quelli di Becan, Chicannà, Hormiguero, Rio Bec e il sito di Xpuhil, che da il nome alla località. Avendoli visitati tutti posso affermare che ne vale la pena, i templi presentano dettagli differenti tra loro e permettono di conoscere un po’ più a fondo la cultura e l’architettura di quest’area del Messico.

A Chicannà, per esempio, è possibile trovare stili costruttivi come il chenes e il rio bec, caratterizzati da portali raffiguranti le fauci di un serpente, o mostro, minaccioso e zannuto ancora ben conservati. Il sito si trova a 11 Km da Xpujil e il percorso di visita conduce ai vari gruppi di edifici che lo compongono. Gli edifici di più grande interesse sono le Estructura XX, Estructura II e Estructura VI, tra loro differenti per le figure scolpite sulle facciate.

Il sito di Becan, 8 Km da Xpujil, è di grande interesse per la sua strategica costruzione, questa città fu capitale di un’area da cui dipendevano anche Chicannà e Xpujil, e si estende su una superficie di 12 ettari delimitata da un fossato che aveva scopo difensivo. Lo stile architettonico predominante è il rio bec e le estructure che meritano interesse sono la X, la IX, la VIII, la IV e la I, alcune di esse sono accessibili e, salvo indicazioni differenti, è possibile salirvi.

I siti rimanenti (Hormiguero, Rio Bec e Xpuhil) possono essere visitati ma sono di importanza inferiore.

L’accesso a tutti questi siti è gratuito e, se non hai un mezzo, puoi farti accompagnare in taxi o partecipare a una delle visite guidate proposte dalle agenzie locali di Xpujil.

Lapidi cerimoniali alla base di una piramide nelle rovine di Calakmul
Lapidi cerimoniali alla base di una piramide nelle rovine di Calakmul

Visitare le rovine di Calakmul

Ma il vero motivo per cui mi sono spinto fino a qui è che volevo vedere coi miei occhi le piramidi di Calakmul, imponenti costruzioni immerse nella foresta che le ha celate al mondo fino al 1931, anno della loro scoperta.

Calakmul è paragonabile, per dimensione e valore storico, alla città di Tikal, situata in Guatemala, che in antichità contese a Calakmul l’egemonia sull’intera area dei bassopiani meridionali della regione.

La superficie del sito è di 72 Kmq e attualmente solo una piccola parte è stata ripulita e portata alla luce. Si calcola che siano presenti circa 7.200 strutture ancora ricoperte dalla vegetazione, ragion per cui i lavori di scavo sono ancora in corso, cercando di limitare al massimo la deforestazione.

La visita appaga inoltre anche gli amanti della natura, il sito si trova infatti nel cuore della Reserva de la Biosfera Calakmul, una fitta foresta pluviale che occupa il 13% della superficie dello stato di Campeche. Passeggiando tra le rovine è così possibile avvistare tacchini ocellati, pappagalli, tucani o una delle altre 235 specie di volatili che popola questa foresta. Non mancano poi le scimmie, lucertole, serpenti e le onnipresenti iguane. La riserva è anche la casa di 5 specie di gatti selvatici, tra cui il giaguaro adorato dalle popolazioni Maya.

Arrivando al sito si trova al biglietteria (il costo è simbolico e non dispendioso) e da essa occorre camminare per 1 Km circa per raggiungere il sito vero e proprio.

Tra gli edifici di interesse ti consiglio di visitare la Estructura II che è anche la più imponente, dalla sua cima (oltre 50 m dal suolo) è possibile ammirare la distesa della foresta e fotografare le altre piramidi che si innalzano al di sopra di essa. In condizioni di cielo terso, scrutando verso sud, è possibile avvistare le piramidi del sito di El Tigre che si trova presso la città di El Mirador, in Guatemala.

La Estructura III è suddivisa in una dozzina di stanze realizzate su una struttura rialzata, in essa venne ritrovata la tomba di un re di Calakmul circondata da doni e offerte di giada, ceramiche, collane di conchiglie e coperto da 3 maschere di giada (una per il volto, una per il torace e una per la cintola)

Infine la Estructura I è la seconda per altezza a Calakmul e regala un altro bel panorama sulla foresta. A ovest di questo edificio c’è un sentiero che conduce alla Gran Acropolis, una labirintica zona residenziale con un’area riservata alle cerimonie rituali di cui fa parte anche un campo per il gioco della palla. Da qui è possibile tornare all’ingresso.

All’interno del sito vi sono tre percorsi segnalati (breve, medio e lungo), io consiglio il percorso lungo, un viaggio fino a qui merita una visita completa, comunque indipendentemente da quello che sceglierai ricorda di portarti una bottiglia d’acqua, il sole sa essere cocente e la salita alle piramidi è mozzafiato in tutti i sensi.

Passeggiare lungo questo itinerario mi ha fatto sentire un po’ come una sorta di Indiana Jones, eravamo solo due persone in visita al sito e praticamente era come se tutto fosse nostro. Ho camminato pensando a come doveva essere splendente e vivace questa città qualche secolo addietro e, inevitabilmente, mi sono trovato a riflettere sull’inarrestabile mutabilità delle cose.

Del resto Calakmul non è stato sempre un sito in rovina nella foresta, tra il 250 e il 695 d.C. Calakmul fu capitale di una vasta regione conosciuta come Regno della Testa del Serpente il cui declino è dovuto ai conflitti e alle contese con la vicina Tikal.

Gli studi archeologici hanno rilevato che la costruzione di Calakmul si è protratta per oltre un millennio, sotto alle strutture, sopratutto l’Edificio VII, gli archeologi hanno rinvenuto oltre 2000 oggetti di giada e, dalle tombe, continuano a spuntare splendide maschere funerarie realizzate in giada.

La maggior parte di questi oggetti si trova al Fuerte del San Miguel de Campeche.

Se stai cercando un’esperienza esclusiva e carica di ignoto visitare le rovine di Calakmul può essere la scelta giusta. Ti consiglio di fare base a Xpujil un paio di giorni per visitare la zona con calma.

Tu conoscevi le rovine di Calakmul? Sei mai stato in questa zona del Messico? Se hai domande, consigli o esperienze da raccontarci puoi farlo lasciando un commento qui sotto.

Imponenti piramidi di Calakmul
Imponenti piramidi di Calakmul



Booking.com

promo:

 Clicca e scopri la vacanza da favola
About Gian Luca Sgaggero 571 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*