Visitare Stonehenge: cosa vedere e come arrivare

Visitare Stonehenge significa trovarsi davanti a uno dei monumenti preistorici più famosi e misteriosi al mondo. Le immagini del suo cerchio di pietre sono talmente conosciute che si potrebbe pensare di sapere già cosa aspettarsi, ma trovarsi realmente davanti a quei giganteschi blocchi di pietra, circondati dalla campagna del Wiltshire, è tutta un’altra cosa.

PROMO:

Noi abbiamo visitato Stonehenge durante il nostro viaggio nel sud dell’Inghilterra, scegliendo Salisbury come base e raggiungendo il sito senza automobile. È una soluzione particolarmente comoda, ma non è l’unica: Stonehenge può essere raggiunta anche da Londra, Bath, in auto oppure partecipando a un’escursione organizzata.

La storia di Stonehenge iniziò circa 5.000 anni fa, ma il monumento che osserviamo oggi è il risultato di diverse fasi di costruzione e trasformazione durate per secoli. Le enormi pietre che lo compongono arrivarono inoltre da luoghi molto distanti e la loro lavorazione, il trasporto e la posa richiesero tecniche che ancora oggi rendono questo luogo straordinario.

Stonehenge non è inoltre un monumento isolato. Il celebre cerchio fa parte di un vastissimo paesaggio archeologico, ricco di tumuli funerari, terrapieni e altri monumenti risalenti al Neolitico e all’Età del Bronzo. Insieme ad Avebury e ai siti associati, è Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1986.

In questa guida ti raccontiamo quindi come visitare Stonehenge, cosa vedere una volta arrivato, quanto tempo dedicare al sito e come raggiungerlo da Salisbury, Londra, Bath o in auto.

Vuoi organizzare subito la visita? Puoi prenotare online i biglietti per Stonehenge, scegliendo la data e la soluzione più adatta al tuo viaggio.

Stonehenge è imponente e accanto alle sue pietre ci si sente piccolissimi
Stonehenge è imponente e accanto alle sue pietre ci si sente piccolissimi

Cos’è Stonehenge e quando fu costruita

Per capire davvero Stonehenge bisogna partire da un concetto fondamentale: il monumento che vediamo oggi non venne costruito in un unico momento. È il risultato di un processo durato molti secoli, durante il quale le comunità che lo frequentavano trasformarono e ampliarono il luogo, probabilmente attribuendogli funzioni diverse.

Le prime testimonianze di attività umana nell’area sono addirittura precedenti al monumento. Tra l’8500 e il 7000 a.C., gruppi di cacciatori-raccoglitori innalzarono grandi pali di legno nei pressi del luogo dove sarebbe sorta Stonehenge. Non sappiamo quale fosse il loro significato, ma indicano che questa parte della pianura era frequentata migliaia di anni prima della costruzione del celebre cerchio di pietre.

La prima vera Stonehenge risale invece a circa il 3000 a.C.. In questa fase le comunità neolitiche realizzarono un grande recinto circolare di circa 100 metri di diametro, delimitato da un fossato e da terrapieni. All’interno si trovavano 56 cavità, oggi conosciute come Aubrey Holes, e il sito venne utilizzato anche come luogo di sepoltura per resti cremati.

L’arrivo delle grandi pietre

La trasformazione che diede a Stonehenge il suo aspetto più riconoscibile iniziò intorno al 2500 a.C., quando i costruttori innalzarono le grandi pietre al centro del recinto.

I costruttori utilizzarono principalmente due tipi di roccia. Disposero le imponenti sarsen formando un cerchio esterno e una struttura interna a ferro di cavallo, mentre sistemarono le più piccole bluestones tra di esse, spostandole poi più volte.

Anche dopo la costruzione del grande complesso megalitico Stonehenge continuò infatti a cambiare. Tra il 2300 e il 2200 a.C. circa le comunità modificarono nuovamente la disposizione delle bluestones e realizzarono l’Avenue, un percorso delimitato da terrapieni che collegava Stonehenge al fiume Avon. Altri interventi continuarono ancora durante l’Età del Bronzo.

Quello che osserviamo quando andiamo a visitare Stonehenge è quindi soltanto ciò che è sopravvissuto di un monumento molto più complesso, modificato e frequentato per generazioni.

Sarsen e bluestones, pietre arrivate da lontano

Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda proprio la provenienza delle pietre.

Le grandi sarsen arrivarono principalmente dai Marlborough Downs, circa 25 chilometri più a nord. I costruttori trasportarono fino a Stonehenge più di 80 di questi enormi blocchi e li innalzarono intorno al 2500 a.C.

Ancora più straordinario è il viaggio delle bluestones, provenienti dal Galles sud-occidentale, a oltre 250 chilometri di distanza. Non conosciamo con certezza il percorso seguito né tutte le tecniche utilizzate per trasportarle fino alla pianura di Salisbury.

Il risultato dimostra comunque che la costruzione di Stonehenge richiese un’enorme capacità organizzativa. La costruzione dovette coinvolgere centinaia di persone, impegnate non soltanto nel trasporto e nella lavorazione delle pietre, ma anche nella produzione di corde, strumenti, strutture lignee e cibo necessario a sostenere i lavori.

Come riuscirono a costruire Stonehenge?

Non conosciamo ogni dettaglio, ma gli archeologi sono riusciti a ricostruire alcune delle tecniche probabilmente utilizzate.

Per innalzare una grande pietra verticale, i costruttori scavavano una buca con un lato inclinato, trascinavano il blocco fino al bordo e lo sollevavano utilizzando corde in fibre vegetali e strutture di legno. Infine lo stabilizzavano riempiendo la cavità con pietre e detriti.

Ancora più impressionante è la precisione con cui i costruttori lavorarono i grandi architravi orizzontali. Le pietre presentano infatti sistemi di incastro simili a quelli utilizzati nella carpenteria: tenoni e mortase collegavano gli elementi verticali agli architravi, mentre questi ultimi venivano uniti tra loro attraverso giunti a maschio e femmina.

Per realizzare tutto questo disponevano di strumenti relativamente semplici, in un’epoca precedente all’introduzione dei metalli e della ruota in Gran Bretagna. È probabilmente proprio quando si comprendono dimensioni, distanze e tecniche costruttive che Stonehenge smette di essere soltanto un famoso gruppo di pietre e diventa una delle più impressionanti testimonianze delle società neolitiche britanniche.

Uno dei momenti migliori per visitare Stonehenge è durante il solstizio d'inverno
Uno dei momenti migliori per visitare Stonehenge è durante il solstizio d’inverno

A cosa serviva Stonehenge?

È probabilmente la domanda più affascinante: perché Stonehenge fu costruita? Dopo secoli di studi e scavi archeologici non esiste ancora una risposta definitiva e probabilmente sarebbe sbagliato cercarne una sola.

Il monumento venne utilizzato e modificato per centinaia di anni, quindi è possibile che il suo significato sia cambiato nel tempo. Le evidenze archeologiche indicano però chiaramente che Stonehenge faceva parte di un paesaggio cerimoniale e funerario molto più ampio, frequentato dalle comunità preistoriche per generazioni.

Già durante le prime fasi, intorno al 3000 a.C., alcune delle cavità scavate all’interno del recinto vennero utilizzate per deporre resti umani cremati. Stonehenge rappresenta infatti uno dei più importanti cimiteri a cremazione conosciuti della Gran Bretagna neolitica.

Questo non significa però che fosse semplicemente un cimitero. La costruzione delle grandi strutture in pietra, l’organizzazione degli spazi e il rapporto con gli altri monumenti della pianura suggeriscono una funzione molto più complessa, probabilmente legata a cerimonie, comunità, antenati e cicli stagionali.

Stonehenge e i solstizi

Una delle poche caratteristiche che possiamo osservare con certezza è l’allineamento astronomico del monumento.

L’asse principale di Stonehenge è orientato in relazione ai solstizi: guardando dal centro del monumento verso nord-est, il Sole sorge in prossimità della Heel Stone durante il solstizio d’estate; nella direzione opposta, il Sole tramonta tra le grandi pietre durante il solstizio d’inverno.

Questo orientamento non è casuale. Le pietre furono disposte deliberatamente rispetto al movimento del Sole, anche se non possiamo sapere esattamente quali rituali o credenze fossero associati a questi momenti dell’anno.

Alcuni archeologi ritengono che il solstizio d’inverno potesse avere un’importanza particolare per le comunità che utilizzavano Stonehenge. Nei pressi di Durrington Walls, poco distante, sono state trovate grandi quantità di ossa animali e ceramiche che testimoniano riunioni e banchetti, alcuni dei quali avvenivano proprio durante il periodo invernale.

Ancora oggi i solstizi rappresentano momenti particolari: in queste occasioni l’accesso al monumento viene gestito diversamente rispetto alle normali giornate di visita e migliaia di persone si riuniscono per osservare il Sole tra le pietre.

Un luogo dedicato agli antenati?

Un’altra interpretazione mette Stonehenge in relazione con il culto degli antenati e il mondo dei morti.

Il ritrovamento di numerose sepolture e cremazioni dimostra che la morte ebbe sicuramente un ruolo nella storia del sito. Inoltre Stonehenge non era isolata: attraverso l’Avenue era collegata al fiume Avon e quindi inserita in un paesaggio nel quale si trovavano altri importanti complessi preistorici.

Tra questi c’è Durrington Walls, dove sono stati scoperti i resti di un grande insediamento neolitico e di strutture circolari originariamente costruite in legno.

Una delle interpretazioni proposte dagli archeologi vede proprio una contrapposizione simbolica tra i due luoghi: il legno e il mondo dei vivi a Durrington Walls, la pietra e gli antenati a Stonehenge. È un’ipotesi affascinante e supportata da diversi elementi archeologici, ma rimane comunque un’interpretazione e non una certezza assoluta.

Un osservatorio astronomico?

Stonehenge viene spesso descritta anche come un antico osservatorio astronomico o addirittura come una sorta di calendario preistorico.

L’allineamento con i solstizi dimostra senza dubbio che le popolazioni che la costruirono conoscevano e osservavano attentamente i movimenti stagionali del Sole. Da questo, però, non possiamo automaticamente concludere che Stonehenge fosse un osservatorio nel significato moderno del termine.

È più prudente immaginare che i fenomeni astronomici avessero un’importanza rituale, sociale e simbolica per le comunità che utilizzavano il monumento.

Ed è forse proprio l’assenza di una risposta definitiva a rendere ancora oggi così particolare visitare Stonehenge: possiamo comprendere sempre meglio come venne costruita e ricostruire parte della vita delle persone che frequentavano la pianura, ma il significato preciso attribuito a quelle enormi pietre oltre 4.000 anni fa continua in parte a sfuggirci.

Visitare Stonehenge permette di vedere il sito da diversi punti di vista
Visitare Stonehenge permette di vedere il sito da diversi punti di vista

Cosa vedere a Stonehenge

Il cerchio di pietre è naturalmente il cuore della visita e il motivo per cui quasi tutti arrivano fin qui. Una volta sul posto, però, vale la pena non limitarsi alla classica fotografia frontale: camminando lungo il percorso che circonda il monumento puoi osservarne la struttura da prospettive differenti e riconoscere alcuni degli elementi di cui abbiamo parlato raccontandone la storia.

La visita ordinaria non permette di camminare liberamente all’interno del cerchio. Il percorso conduce intorno al monumento e in alcuni punti consente di avvicinarsi abbastanza da percepire molto meglio le dimensioni delle sarsen e degli architravi rispetto a quanto accade osservandoli in fotografia. English Heritage indica proprio il percorso pedonale più vicino alle pietre come uno dei punti migliori da cui apprezzarne dimensioni e struttura.

Guardando attentamente puoi distinguere il cerchio esterno di sarsen, le bluestones più piccole e i grandi triliti disposti nella parte centrale. Del cerchio esterno non rimane tutto ciò che esisteva in origine: oggi sono ancora in posizione soltanto sei degli architravi, mentre il progetto completo avrebbe formato un anello continuo di pietra sospeso a circa quattro metri dal terreno.

La Heel Stone

Prima ancora di concentrare lo sguardo sul cerchio, cerca la Heel Stone, il grande masso isolato che si trova all’esterno dell’ingresso nord-orientale.

È una sarsen non lavorata che pesa oltre 36 tonnellate e ha un ruolo fondamentale nell’orientamento astronomico di Stonehenge. Dal centro del monumento, in prossimità del solstizio d’estate, il Sole sorge nella sua direzione.

La pietra che vediamo potrebbe inoltre non essere stata sola. Accanto è stata individuata la cavità destinata a un altro grande blocco e una delle ipotesi è che in origine all’ingresso potessero esserci due sarsen verticali.

È uno di quei dettagli che rischiano di sembrare poco significativi se non se ne conosce la storia, ma dopo aver compreso il rapporto tra Stonehenge e i solstizi diventa molto più interessante fermarsi a osservarla.

L’Avenue, l’antico percorso verso il fiume Avon

Vicino alla Heel Stone puoi riconoscere anche parte della Stonehenge Avenue, oggi molto meno evidente rispetto alle grandi pietre ma fondamentale per comprendere il monumento nel suo paesaggio.

L’Avenue era un percorso delimitato da terrapieni paralleli che collegava Stonehenge con il fiume Avon. Venne realizzata dopo l’innalzamento delle grandi pietre, probabilmente intorno al 2300 a.C., e si sviluppava per quasi tre chilometri.

Oggi ne rimangono soprattutto bassi rilievi nel terreno, quindi bisogna sapere cosa cercare per riconoscerla. È però importante perché anche il suo tratto finale segue l’asse dei solstizi e potrebbe essere stato utilizzato come percorso processionale per raggiungere il monumento. Quest’ultima rimane un’interpretazione archeologica, non una funzione conosciuta con certezza.

Il paesaggio archeologico intorno alle pietre

Una delle cose che si comprendono meglio andando a visitare Stonehenge è quanto il monumento sia inserito in un paesaggio archeologico molto più grande.

Guardando oltre il cerchio puoi individuare diversi tumuli funerari dell’Età del Bronzo, mentre nel territorio circostante si trovano monumenti e siti appartenenti a epoche differenti: il Cursus, Woodhenge, Durrington Walls, King Barrow Ridge e numerosi gruppi di barrows.

Non significa che durante una normale visita sia necessario raggiungerli tutti. Anzi, per chi arriva a Stonehenge per la prima volta sarebbe probabilmente eccessivo. Ma sapere che esistono cambia la percezione del luogo: le pietre non erano un monumento solitario nel mezzo della pianura, bensì una parte di un territorio utilizzato e trasformato dalle comunità preistoriche per migliaia di anni.

Se hai più tempo e ami particolarmente l’archeologia, alcuni sentieri permettono di esplorare una parte di questo paesaggio a piedi. Per una prima visita, invece, ci concentreremmo sul cerchio, sulla Heel Stone e sull’Avenue, lasciando che siano soprattutto le vedute sulla pianura a restituire le dimensioni del sito.

Visitors Center di Stonehenge
Visitors Center di Stonehenge

Il Visitor Centre di Stonehenge

Prima o dopo aver raggiunto le pietre, dedica tempo anche al Visitor Centre. Secondo noi è una parte importante della visita perché permette di dare un volto e una quotidianità alle popolazioni che costruirono Stonehenge.

L’esposizione raccoglie oltre 250 reperti archeologici provenienti dal sito e dal territorio circostante, tra cui ceramiche, utensili, gioielli e resti umani. Una ricostruzione audiovisiva a 360° permette inoltre di osservare il monumento dall’interno e di seguirne i cambiamenti attraverso le stagioni e le diverse fasi della sua storia.

Non lo considererei quindi un semplice museo introduttivo da attraversare velocemente prima di raggiungere le pietre. Dopo aver visto gli oggetti utilizzati dalle comunità neolitiche, il monumento stesso acquista un contesto molto più umano.

Le case neolitiche ricostruite

All’esterno del Visitor Centre si trovano anche alcune case neolitiche ricostruite, basate sui resti delle abitazioni scoperte durante gli scavi di Durrington Walls nel 2006 e 2007.

Le strutture riproducono abitazioni di circa cinque metri per lato, con pareti e pavimenti in gesso, tetti di paglia e arredi in legno o fibre intrecciate. I ritrovamenti di Durrington Walls indicano che case di questo tipo erano abitate intorno al 2500 a.C., proprio nel periodo in cui venivano innalzate le grandi sarsen di Stonehenge.

Quando sono presenti, i volontari mostrano anche alcune attività quotidiane e tecniche preistoriche, dalla macinazione dei cereali alla produzione di corde.

Questa parte secondo me è particolarmente riuscita perché riporta Stonehenge a una dimensione spesso dimenticata: dietro quelle pietre non c’erano figure misteriose, ma persone che costruivano case, preparavano il cibo, realizzavano utensili e organizzavano comunità abbastanza complesse da affrontare un’impresa monumentale.

Ricostruzione del villaggio che si trovava nei pressi di Stonehenge
Ricostruzione del villaggio che si trovava nei pressi di Stonehenge

Come arrivare a Stonehenge

Stonehenge si trova nella campagna del Wiltshire, a circa 19 km da Salisbury. Non esiste una stazione ferroviaria direttamente presso il sito, ma raggiungerlo è abbastanza semplice sia con i mezzi pubblici sia in auto.

La soluzione migliore dipende soprattutto da dove parti. Se stai viaggiando nel sud dell’Inghilterra, Salisbury è la base più pratica per visitare Stonehenge senza auto; da qui puoi raggiungere il sito autonomamente oppure partecipare a un tour di Stonehenge con partenza da Salisbury.

Visitare Stonehenge da Salisbury

È la soluzione che abbiamo scelto anche noi. Durante il nostro viaggio abbiamo trascorso tre notti a Salisbury, utilizzando la città come base sia per Stonehenge sia per altre visite nel Wiltshire.

Salisbury è la stazione ferroviaria più vicina a Stonehenge e da qui puoi proseguire utilizzando lo Stonehenge Tour Bus, un servizio turistico che collega la stazione e il centro cittadino con il sito archeologico.

Questa soluzione è particolarmente comoda perché non richiede un’auto e permette di organizzare la giornata partendo direttamente dal centro di Salisbury. A seconda del biglietto scelto, il servizio può essere combinato anche con l’ingresso a Stonehenge e con una fermata a Old Sarum.

Orari, frequenza e formule disponibili possono cambiare, quindi prima della partenza controlla sempre le condizioni aggiornate del servizio.

Se hai tempo, secondo noi vale la pena non utilizzare Salisbury soltanto come punto di transito. La Cattedrale, la Magna Carta, il Cathedral Close e il centro storico meritano almeno una giornata: nella nostra guida su cosa vedere a Salisbury trovi l’itinerario che abbiamo seguito e tutti i luoghi da non perdere.

Visitare Stonehenge da Londra

Anche da Londra puoi visitare Stonehenge in giornata.

Se preferisci organizzarti autonomamente, una delle soluzioni più semplici è prendere il treno da London Waterloo a Salisbury e proseguire poi con lo Stonehenge Tour Bus. Il collegamento ferroviario diretto richiede indicativamente circa un’ora e mezza, anche se tempi e tariffe vanno sempre verificati per la data del viaggio.

Puoi confrontare online orari e tariffe dei treni prima della partenza e valutare se questa soluzione sia conveniente rispetto a un tour.

L’alternativa è partecipare a un’escursione organizzata da Londra a Stonehenge. In questo caso non devi occuparti dei diversi collegamenti e alcune proposte combinano Stonehenge con altre destinazioni dell’Inghilterra meridionale, come Windsor, Bath o Salisbury.

Qui farei però attenzione a non scegliere un itinerario con troppe tappe soltanto per vedere più luoghi nello stesso giorno. Se Stonehenge è uno dei motivi principali del viaggio, avere abbastanza tempo per il Visitor Centre e il paesaggio archeologico secondo noi vale più che accumulare tre o quattro destinazioni in poche ore.

Visitare Stonehenge da Bath

Anche Bath può essere utilizzata come punto di partenza, soprattutto se stai costruendo un itinerario nell’Inghilterra sud-occidentale.

Una possibilità è raggiungere Salisbury in treno e proseguire da lì verso Stonehenge. Salisbury è collegata direttamente a Bath Spa e il viaggio ferroviario richiede normalmente meno di un’ora, anche se è sempre opportuno controllare gli orari aggiornati.

In alternativa puoi cercare un’escursione organizzata da Bath a Stonehenge, soluzione particolarmente pratica se vuoi effettuare la visita in giornata senza coordinare treno e autobus.

Anche in questo caso la scelta dipende dal tipo di viaggio: i mezzi pubblici offrono maggiore autonomia, mentre il tour semplifica notevolmente la logistica.

Arrivare a Stonehenge in auto

Se stai facendo un road trip nel sud dell’Inghilterra, raggiungere Stonehenge in auto offre naturalmente maggiore libertà.

Il Visitor Centre si trova nei pressi di Amesbury ed è raggiungibile dalla A303 e dalla A360. Una volta arrivato puoi lasciare l’auto nell’area di parcheggio e iniziare la visita dal Visitor Centre.

Non imposterei però il navigatore semplicemente sulla posizione del cerchio di pietre: l’accesso turistico avviene dal Visitor Centre, che si trova a una certa distanza dal monumento.

Il traffico sulla A303 può inoltre diventare intenso, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, quindi è meglio prevedere un po’ di margine negli spostamenti.

Ingresso del sito di Stonehenge
Ingresso del sito di Stonehenge

Dal Visitor Centre al cerchio di pietre

Una volta arrivato al Visitor Centre non sei ancora davanti a Stonehenge. Il cerchio di pietre si trova a circa 2,1 km di distanza.

Puoi raggiungerlo utilizzando il bus navetta per i visitatori oppure percorrendo il tragitto a piedi attraverso il paesaggio di Stonehenge. English Heritage indica la navetta come servizio disponibile tra Visitor Centre e monumento; le modalità operative possono variare, quindi conviene verificare le informazioni aggiornate prima della visita.

Se il tempo è buono e non hai problemi a camminare, almeno uno dei due tragitti a piedi può essere interessante perché permette di percepire meglio quanto il cerchio di pietre faccia parte di un paesaggio molto più vasto.

Se invece hai poco tempo, la navetta permette di concentrarti maggiormente sul monumento e sul Visitor Centre.

Biglietti per visitare Stonehenge

Per visitare Stonehenge è consigliabile organizzare l’ingresso prima della partenza, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Il sito utilizza infatti ingressi programmati e la disponibilità può variare in base alla giornata.

Il biglietto standard comprende l’accesso al Visitor Centre, alle esposizioni, alle case neolitiche ricostruite e naturalmente al percorso che permette di osservare il cerchio di pietre.

Puoi prenotare il biglietto per Stonehenge in anticipo, scegliendo la data della visita e verificando al momento dell’acquisto le condizioni aggiornate.

Non inseriremmo prezzi precisi in questa guida perché possono cambiare nel tempo. Ti consigliamo invece di controllare sempre cosa è incluso nel biglietto e le eventuali modalità di accesso previste per la giornata scelta.

Se arrivi con un tour organizzato, verifica anche se l’ingresso a Stonehenge è compreso nel prezzo dell’escursione oppure deve essere acquistato separatamente: le condizioni cambiano a seconda dell’operatore.

Quanto tempo serve per visitare Stonehenge?

Per una prima visita prevederei almeno 2-3 ore.

Il tempo necessario dipende naturalmente dal tuo interesse per l’archeologia e da quanto vuoi esplorare il paesaggio circostante. Se utilizzi la navetta tra Visitor Centre e cerchio di pietre e ti concentri sulle attrazioni principali, puoi organizzare la visita abbastanza facilmente in mezza giornata.

Se invece vuoi percorrere parte del tragitto a piedi, dedicare tempo all’esposizione del Visitor Centre, osservare con calma le case neolitiche e approfondire il paesaggio archeologico, tre ore o qualcosa in più sono decisamente più realistiche.

Considera inoltre i tempi necessari per raggiungere Stonehenge. Se parti da Salisbury con i mezzi pubblici, l’escursione occuperà inevitabilmente una parte maggiore della giornata rispetto alla sola permanenza all’interno del sito.

Non cercherei comunque di ridurre Stonehenge a una visita velocissima per poter aggiungere più destinazioni nello stesso giorno. Dopo essere arrivati fin qui, secondo noi vale la pena concedersi il tempo necessario per capire ciò che si sta osservando.

Quanto ci si può avvicinare alle pietre?

Questa è una delle domande più frequenti, anche perché alcune fotografie possono dare un’idea poco chiara delle reali distanze.

Durante la visita ordinaria non si entra all’interno del cerchio di pietre. I visitatori seguono un percorso delimitato che gira intorno al monumento e la distanza dalle pietre varia nei diversi punti.

In alcuni tratti puoi osservarle abbastanza da vicino, mentre da altre prospettive il percorso si allontana maggiormente. Questo permette di vedere Stonehenge da angolazioni differenti e, allo stesso tempo, di proteggere un sito archeologico estremamente fragile.

È quindi importante sapere prima della visita che il normale biglietto non consente di camminare liberamente tra i megaliti.

Si può entrare dentro Stonehenge?

Sì, ma soltanto in circostanze particolari.

English Heritage propone la Stone Circle Experience, una visita speciale che permette a un numero limitato di partecipanti di entrare all’interno del cerchio e avvicinarsi alle pietre al di fuori del normale orario di apertura.

L’esperienza viene organizzata in date e fasce orarie specifiche e deve essere prenotata separatamente. I posti sono limitati e, proprio per la particolarità dell’accesso, possono esaurirsi con largo anticipo. (english-heritage.org.uk)

Anche con questo tipo di visita esistono naturalmente regole precise per la tutela del monumento: non è consentito toccare le pietre. (english-heritage.org.uk)

Se per te entrare nel cerchio rappresenta una parte importante dell’esperienza, controllerei la disponibilità della Stone Circle Experience prima di prenotare voli, hotel o altri servizi non modificabili.

Per la maggior parte dei visitatori, comunque, il percorso ordinario è sufficiente per osservare molto bene Stonehenge e comprenderne la struttura.

Alcune ricostruzioni spiegano come venivano spostate le rocce - Visitare Stonehenge
Alcune ricostruzioni spiegano come venivano spostate le rocce – Visitare Stonehenge

Quando visitare Stonehenge

Stonehenge può essere visitata durante tutto l’anno e ogni stagione offre un’esperienza leggermente diversa.

Primavera e inizio autunno sono probabilmente i periodi più equilibrati: le giornate sono abbastanza lunghe, il paesaggio è piacevole e puoi evitare almeno in parte l’affluenza dei mesi centrali dell’estate.

In estate hai molte ore di luce a disposizione, ma è anche il periodo nel quale Stonehenge può essere più frequentata. Se viaggi in alta stagione, prenotare in anticipo diventa quindi particolarmente importante.

L’inverno offre giornate molto più corte e un clima meno prevedibile, ma il paesaggio della pianura può avere un’atmosfera completamente diversa e generalmente troverai meno visitatori rispetto ai momenti più richiesti dell’anno.

Indipendentemente dalla stagione, Stonehenge è un sito quasi completamente all’aperto ed esposto al vento. Porterei quindi sempre qualcosa per proteggermi da pioggia e vento e scarpe adatte, soprattutto se hai intenzione di percorrere parte dei sentieri.

Visitare Stonehenge durante i solstizi

Un discorso a parte meritano il solstizio d’estate e quello d’inverno, momenti profondamente legati all’orientamento del monumento.

In occasione dei solstizi English Heritage organizza un accesso particolare e le condizioni della visita sono completamente diverse da quelle di una normale giornata turistica. Il solstizio d’estate, in particolare, richiama migliaia di persone che raggiungono Stonehenge per assistere all’alba.

Non sceglierei quindi queste date pensando semplicemente di trovare una versione più suggestiva della normale visita. È un’esperienza diversa, con grande affluenza e modalità di accesso specifiche.

Se il tuo obiettivo principale è visitare Stonehenge con calma e comprenderne la storia, sceglierei un’altra giornata. Se invece vuoi vivere proprio il rapporto tra il monumento e il ciclo solare insieme alle migliaia di persone che ancora oggi si riuniscono qui, il solstizio rappresenta naturalmente un’occasione unica.

Vale la pena visitare Stonehenge?

Secondo noi sì, vale la pena visitare Stonehenge, ma è importante arrivarci sapendo cosa aspettarsi.

Prima della visita conoscevamo naturalmente il monumento attraverso fotografie, documentari e libri. Proprio per questo temevamo che trovarsi davanti a un’immagine vista centinaia di volte potesse risultare meno emozionante del previsto. In realtà è successo il contrario.

Vedere dal vivo le dimensioni delle pietre e soprattutto immaginarne il trasporto e la costruzione oltre 4.000 anni fa cambia completamente la percezione del luogo. Ancora più interessante è rendersi conto che il famoso cerchio non era isolato, ma faceva parte di un territorio frequentato e trasformato dalle comunità preistoriche per millenni.

È vero che durante la visita ordinaria non puoi camminare tra le pietre e in alcuni punti il percorso si mantiene a una certa distanza dal monumento. Se ti aspetti di poter toccare i megaliti o passeggiare liberamente all’interno del cerchio potresti quindi rimanere deluso.

Secondo noi, però, questo non toglie valore all’esperienza. Prendersi il tempo per visitare il Visitor Centre, comprendere come vennero trasportate e lavorate le pietre e poi raggiungere il monumento permette di guardare Stonehenge con occhi completamente diversi.

Non andremmo quindi fin qui soltanto per scattare una fotografia alle pietre. Stonehenge merita soprattutto se sei curioso di conoscere la sua storia e di provare a comprendere ciò che sappiamo — e ciò che ancora non sappiamo — delle persone che la costruirono.

Stonehenge e Salisbury nello stesso viaggio

Se stai organizzando un itinerario nel sud dell’Inghilterra, abbinare Stonehenge a Salisbury è una soluzione che consigliamo anche sulla base della nostra esperienza.

Noi abbiamo scelto Salisbury come base e questo ci ha permesso di dedicare il giusto tempo al sito archeologico senza trasformarlo in una visita mordi e fuggi da Londra. Inoltre abbiamo scoperto una città che merita di essere visitata indipendentemente da Stonehenge, tra la sua Cattedrale, la Magna Carta, Cathedral Close, il centro storico e le Water Meadows.

Se vuoi organizzare il soggiorno trovi tutti i nostri consigli nella guida su cosa vedere a Salisbury in 1 o 2 giorni.

Stonehenge può naturalmente essere inserita anche in itinerari differenti, partendo da Londra, Bath o viaggiando in auto. Se vuoi seguire il percorso che abbiamo fatto noi, invece, trovi tutte le tappe nel nostro viaggio in Inghilterra tra Portsmouth, Salisbury, Stonehenge e Lacock.

Alla fine, visitare Stonehenge significa trovarsi davanti a un luogo che continua a porre domande dopo migliaia di anni. Conosciamo sempre meglio le persone che lo costruirono, le tecniche che utilizzarono e il paesaggio nel quale vivevano, ma non possiamo ancora ricostruire completamente ciò che quelle pietre rappresentavano per loro.

Ed è forse proprio questa parte di mistero, insieme alla straordinaria impresa necessaria per costruirlo, a rendere Stonehenge ancora oggi uno dei luoghi più affascinanti dell’Inghilterra.

Stonehenge è bellissima, ma può essere molto ventosa
Stonehenge è bellissima, ma può essere molto ventosa
Informazioni su Gian Luca Sgaggero 716 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

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