Yellowstone National Park, dove la Natura è protagonista, Stati Uniti

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Yellowstone National Park
Yellowstone National Park

Yellowstone National Park, da oltreoceano Marco ci racconta gli Stati Uniti d’America, dopo grandi città come New York e Chicago ci riporta nelle terre dove Madre natura è l’indiscussa protagonista, tra i grandi parchi degli USA.

Lo Yellowstone National Park (sito ufficiale) vanta l’invidiabile primato di essere stata la prima riserva naturale formalmente istituita dal Governo federale degli Stati Uniti nel 1872: oggi è in ottima compagnia degli altri 400 (e oltre) siti protetti, senza contare le riserve che fanno a capo ai singoli stati e alle riserve indiane. Un vero e proprio patrimonio naturalistico, che attira più di 275 milioni di visitatori ogni anno.

Lo Yellowstone si estende su di una superficie pari circa a quella delle Marche, quasi interamente nel Wyoming del quale occupa tutto l’angolo di Nord Ovest, ma se consideriamo anche l’adiacente Grand Teton National Park la dimensione risulta ancora maggiore. Queste cifre, credo, rendono bene l’idea di quanto sia vasto il grande ovest americano.

Yellowstone National Park, vapore
Yellowstone National Park, vapore

All’interno vi si trovano svariati spazi attrezzati per il campeggio, stazioni di servizio, empori, ristoranti e 9 alberghi, per chi vuole trascorrere più di un giorno alla scoperta delle sue meraviglie. E non si tratta di tempo sprecato.

Per chi intende arrivare mediante l’aereo esistono varie soluzioni: si può atterrare a Salt Lake City nello Utah o a Denver in Colorado, ma chi vuole può anche provare l’ebrezza di uno dei tanti aeroporti di contea che sorgono più vicini.

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Poi la macchina a noleggio è d’obbligo.

Alla scoperta delle città di frontiera

Numerose cittadine sorgono ai margini del grande parco, le più note delle quali sono Cody e Jackson in Wyoming, una tappa quasi obbligata per pernottare.

Sono entrambe esempi delle tante località totalmente anonime degli Stati Uniti, che però hanno la fortuna di trovarsi vicine ad attrattive turistiche di massa come il parco: fortunatamente hanno conservato un minimo della loro identità frontaliera.

Passeggiare la sera sulle Main Street per visitare i negozi etnici e gustare una birra assordati dal rombo delle Harley Davidson cromate è comunque un’esperienza.

Parlare con uno dei biker dall’aspetto minaccioso, tutto vestito di pelle e borchie, e scoprire che si tratta di un avvocato di grido di Los Angeles, consente di scoprire il lato più vero e nascosto delle persone che si muovono finalmente senza la quotidiana maschera del perbenismo. Anche questa è America, in fondo.

Per gli amanti del genere Cody è anche la città di Buffalo Bill, del quale si può visitare il museo dedicato per rendersi tristemente conto del fatto che, in fondo, altro non si trattava che di un astuto artista circense in grado di mitizzare quella che, di fatto, è stata una conquista cruenta ai danni di coloro che abitavano queste terre da centinaia di anni.

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Yellowstone National Park, cartelli di segnalazione
Yellowstone National Park, cartelli di segnalazione

L’attrattiva principale dello Yellowstone National Park

Ma cosa rende lo Yellowstone così famoso nel mondo, per quanto non sia il parco più visitato d’America??

La sua meritata notorietà non è certo dovuta esclusivamente alle gesta degli orsi Yoghi e Bubu, che vivono le loro disavventure con il ranger Smith nel parco di Jellystone, evidente storpiatura del nome originale.

No, allo Yellowstone si va principalmente per vedere i geyser, sorgenti d’acqua calda che rivelano il carattere vulcanico e profondamente instabile della zona. Essi non coprono l’intera superficie del parco, ma si concentrano principalmente nella zona sud ovest, più vicina al probabile vulcano sotterraneo.

Lo spettacolo che offrono lascia senza fiato. Ogni sorgente ha un suo nome che ne rivela il carattere e la personalità, tutte diverse fra loro.

Si passeggia lungo il lago principale, e ci si ritrova improvvisamente vicini al fango che ribolle, preannunciato solo dall’odore pungente del vapore.

Oppure si attraversano le passerelle e si ammirano i colori accesi delle acque in perenne movimento, combattuti fra l’aria fresca del nord America e le improvvise vampate di calore che lasciano senza fiato.

Il Grand Prismatic Spring è l’apoteosi dei colori, quasi si trattasse di un arcobaleno caduto in disgrazia e costretto a strisciare a terra. Mai viste in vita mia delle tinte così accese, il blu cristallino delle acque sfuma nel verde e nel marrone acceso disegnando forme bizzarre e in perenne mutazione.

L’Old Faithful deve il suo nome, il vecchio fedele, al fatto di eruttare il suo getto potentissimo a intervalli regolari: è stata scoperta addirittura una relazione matematica fra la durata dell’eruzione e il tempo che si dovrà attendere per quella successiva, sempre compreso fra 65 e 92 minuti.

Sono zone ostili alla vita: le piante si tengono a rispettosa distanza dalle acque e gli animali, pur numerosissimi all’interno del parco, non le frequentano, impauriti dall’atmosfera da inferno dantesco.

Yellowstone National Park, Grand Prismatic Spring
Yellowstone National Park, Grand Prismatic Spring

Yellowstone National Park, artefice di emozioni

Ma lo Yellowstone regala ben altre emozioni al visitatore che sa rispettarlo e amarlo, la lista è lunghissima e variegata.

Chi può rimanere insensibile alla vista dello spettacolare Canyon degli artisti e della sua cascata alta il doppio di quella del Niagara, che si ammira da un punto panoramico sopraelevato che consente di osservare il baratro nella sua interezza?

Come non perdersi nel silenzio pieno di significati che si ascolta lungo lo Yellowstone Lake, mentre la vista si perde sulle foreste senza fine e sulle montagne all’orizzonte, impeccabili nei loro contorni che si stagliano netti contro il cielo cristallino?

E che dire della sua splendida e variegata fauna, costituita dai grandi erbivori americani e dai relativi predatori? Non occorre lasciare l’auto e arrampicarsi sui sentieri infiniti per ritrovarsi vicini ai bisonti al pascolo e ammirarne (a dovuta distanza) la massa imponente. Gli orsi solitamente sono più schivi, anche se spesso, durante la stagione invernale, si avvicinano alle auto in cerca di cibo: talvolta gli incontri sono anche più ravvicinati e si concludono quasi invariabilmente con delle precipitose fughe. Gli alci mangiano tranquilli, sempre vicini al sottobosco e alla sua protezione. Le aquile volteggiano alte nel cielo, vere signore incontrastate, e osservano la scena dal loro osservatorio privilegiato.

Allo Yellowstone l’uomo è visitatore e non dominatore, ospite e non padrone. Ma il parco è generoso verso coloro che sanno cedere il ruolo da protagonisti e accettare quello da comprimari, regalando il diritto di poter godere di uno dei santuari naturali più belli e incontaminati del pianeta.

Testo e fotografie di questo post sono di Marco Scandali, ‘Un italiano negli USA.



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Yellowstone National Park, geyser
Yellowstone National Park, geyser

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About Marco Scandali 23 Articoli
Non sono del mestiere, non ho competenze specifiche o un background di studi attinente al turismo e frequento la rete da blogger solo dal 2011. Però, fin da piccolo, ho un talento naturale (almeno così mi dicono) per la scrittura creativa e riesco nei miei testi a trasmettere emozioni (sempre a detta degli altri). Blogger, Marco Scandali Area 51A questo è bastato sommare la passione fortissima per i viaggi e un mestiere da giramondo che mi ha portato a toccare i 5 continenti, e il gioco è stato fatto. Sono nato a Verona nel 1971, laureato in Ingegneria nel 1997, marito e padre appassionato, la mia famiglia condivide la mia vocazione e insieme abbiamo attraversato in macchina quasi tutti gli Stati Uniti, dove vivo dal 2011. Oltre 100.000 km alla scoperta di un continente sconfinato e meraviglioso, l’unico modo per coglierne le 1000 anime diverse è confrontarsi con esse trasformando il viaggio in una ricerca di se stessi. Prima ancora ho vissuto in tutta Italia, dal Nord fino alla Sicilia e sicuramente, anche quando sarò tornato, ripartirò in breve tempo. Animo da blogger Mi piace andare oltre l’impatto iniziale dei luoghi che visito, capirne l’essenza e immedesimarmi nei suoi abitanti per sentirmi cittadino del mondo, per poi infine condividere le sensazioni mediante le parole. Suoni, colori, culture e immagini si fondono in un racconto che trasporta il lettore al centro della scena. Adesso è il momento di raccontare le mie esperienze attraverso il mio sito, Viaggia e Scopri e i libri che sto scrivendo. Come dicono negli States…more to come!

5 Comments

  1. Ciao Marco,

    a settembre torno negli USA questa volta per visitare molte più città (New York, San Francisco, Las Vegas e Los Angeles). Mi potresti suggerire un parco Nazionale simile allo Yellowstone vicino alle città di Las Vegas o San Francisco che vale la pena visitare?

    Grazie mille!

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