Zurigo, scoprire la città in tre giorni

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Zurigo, il lago di Zurigo
Zurigo, il lago di Zurigo

Eh si, in questi anni ho visitato parecchie città europee, ma non avevo ancora avuto l’occasione di visitare la Svizzera. Cosi mi sono detto: “Ma dai vediamo un po’ com’è Zurigo, prenotiamo tre giorni in questa città che mi incuriosisce”.Cosi ho deciso di prenotare, a fine gennaio, con la Swiss Air un volo a/r economy a 113,00 € (poco rispetto ai famosi standard svizzeri).
La partenza è da Roma Fiumicino alle 19.55 e arrivo a Zurigo alle 21,30, quando già si stavano cominciando a chiudere i negozi e iniziare le pulizie notturne dell’aeroporto. Già all’arrivo si poteva notare l’efficienza e la puntualità degli svizzeri, con il treno che mi porta alla stazione Hauptbanhof in 10 minuti, il tutto scandito da una puntualità cronometrica.
All’uscita dalla stazione vengo avvolto da un freddo pungente e dall’onnipresente tranquillità zurighese, in giro c’era poca gente, sembrava quasi esserci il coprifuoco, dato che era un giorno lavorativo.
A piedi mi dirigo verso Langstrasse, un quartiere dove si concentrano locali e bar e dove si trova l’ostello che ho prenotato. Il mio alloggio è particolare, comprensibile visto che la reception si trova dentro un locale dove si fanno concerti jazz.
Le stanze sono al piano di sopra, nel complesso come sistemazione non è il massimo però, se si considerano i prezzi, prenotando uno degli altri alberghi più centrali e comodi, avrei pagato cinque volte di più.
Fatto il check-in, lascio la valigia e comincio a scoprire Zurigo di notte, passeggio per la Banhofstrasse e i vicoletti della città vecchia. Anche se di giorno si possono godere meglio, approfitto delle ore serali per concedermi una passeggiata tranquilla e poi andare a dormire recuperando energie per il giorno seguente.

Zurigo, in centro città
Zurigo, in centro città

Scoprire Zurigo in tre giorni

Mi sveglio comodamente alle 9, colazione rapida con caffè, pane e marmellata, offerte gentilmente dall’ostello, e poi sono pronto per per cominciare a visitare la città, un po’ più animata e piena di gente rispetto alla sera prima, quando sono arrivato.
Comincio a passeggiare di nuovo per la Banhofstrasse, la via principale di Zurigo piena di negozi di tutti i tipi, dai negozi di cioccolata all’Apple Store, dai negozi di grandi firme a Starbucks e via dicendo. Vedo poi che Zurigo dispone di un’efficiente rete di trasporti pubblici (grazie alla sua vasta gamma di tram, bus, filobus, ecc…) e che anche qui in molti vanno in bicicletta, che invidia.
Faccio un salto alla città vecchia, dove ci sono molti vicoletti stretti pieni di salite e discese, zona pervasa da un’atmosfera pittoresca grazie alla sua Augustinerstrasse, famosa per i suoi bovindi dipinti, che hanno attirato la mia attenzione, alle sue chiese Augustinerkirke e la chiesa di Sankt Peter di stile barocco e al Lindenhof, il luogo ideale dove godere di una vista indimenticabile della città, il tutto condito con una spolverata leggera di neve che rende l’atmosfera ancora più pittoresca.
Da li decido poi di scendere per vedere i monumenti principali di Zurigo, come il famoso Rathaus, ossia il municipio di Zurigo molto piccolo però bello da vedere, esso si trova lungo la riva del fiume e a due passi dagli altri monumenti famosi, come il Fraumunster e il Grossmunster, due chiese stupende tra cui quest’ultima è quella che ho preferito.
All’ora di pranzo ho provato uno dei migliori ristoranti di Zurigo, il Zeughauskeller, che si trova vicino Paradelpatz, un particolare capolinea dei tram. Ho provato la tipica salsiccia con rosti annaffiati con birra fatta in casa, poi ho fatto una piccola pausa da Starbucks, con connessione wifi e frappuccino annessi.
Dopo mangiato volevo affittare una bici, però mi ero dimenticato la carta di credito in ostello e quindi non ho potuto. Pazienza, meno male che ho acquistato la Zurich Card con la quale, pagando 40 €, si può usufruire per tre giorni di libera circolazione sui mezzi pubblici e di altri sconti e ingressi gratuiti, modo molto utile per risparmiare, ve la consiglio.
Nel pomeriggio ho avuto l’occasione di visitare un altro dei tanti belvedere della città situato vicino a una simpatica funicolare rossa, la Polystrasse.
Ci sono poi altre zone della città che meritano di essere evidenziate, ad esempio il Neumarket, caratteristico grazie ai suoi negozietti tipici artigianali, e anche il Rindermarket, dove oltre a negozi si trovano anche ottimi ristoranti, alberghi e boutiques situate intorno alla Niederdofstrasse, zona molto carina in cui avrei dovuto prenotare un ostello a cui ho dovuto rinunciare per questioni di tempo.
Come ho detto precedentemente, il mio alloggio si trovava a Langstrasse, leggermente lontano dal centro. Questo quartiere è famoso per i bar e i locali, qualcuno è anche a luci rosse, il che la rende una zona che non è proprio il massimo, però sicuramente molto meglio delle periferie italiane.

Zurigo, vista della città dal lago
Zurigo, vista della città dal lago

La bellezza del lago di Zurigo

Il terzo giorno l’ho dedicato quasi tutto a un’attrazione particolare: il lago di Zurigo.
Questo forse e’ stato uno dei luoghi della città che mi ha entusiasmato di più, un lago immenso che sono riuscito a vedere solo per metà. Credo sarebbe stato più bello fare una mini-crociera, però a causa del freddo e del lago abbastanza mosso non c’erano barche disponibili e, in alternativa, dato che sono un buon camminatore, ho deciso di farmi tutto il lungo lago a piedi.
L’esperienza si è rivelata meravigliosa, annesso al percorso c’è anche un parco dove ho incontrato molta gente che correva, bambini che giocavano e, qua e la, delle biciclette.
Come vorrei che anche Roma fosse cosi, ho visto molti stabilimenti balneari però erano tutti chiusi, data la stagione invernale, sarebbe stato bello farsi un bagno e prendere un pò di sole. Credo che d’estate la gente svizzera e non solo si riversi qui sfruttando la bella stagione e il clima mite, questa località diviene animata e vivace come se per loro fosse il mare.
Ho scattato delle foto bellissime in cui si vede tutto il centro storico, resistere sarebbe stato difficile. A pranzo mi accontento di un bretzel, tanto per stare leggero, e il pomeriggio lo dedico alla visita dei due musei principali: il Kunsthaus, che espone opere di tutti tipi, dalla medievale alla contemporanea, e lo Swiss National Museum, molto famoso per le sue esposizioni di arte contemporanea.
Ci vorrebbe una giornata intera per visitar ciascun museo, però come si suol dire il tempo è tiranno.
In serata ho cenato in 2 posti differenti, ovvero alle Brasserie Federal con birra e raclette e poi a un altro locale che si chiama Rheinfelder Bierhalle, un locale rustico dove ho assaggiato una rosti ripiena con tante cose, a mio giudizio quindi la cucina svizzera è ottima e sostanziosa. In serata poi ho fatto un giretto a Zurich West, dove ci sono tanti locali e bar, siamo nel cuore della movida zurighese.

Zurigo, le chiese cittadine
Zurigo, le chiese cittadine

Ultime ore prima di tornare

L’ultimo giorno di viaggio vorresti che non arrivasse mai, purtroppo però tutto ha una fine.
La mia solita sveglia suona alle 8,30, mi prendo il tempo di fare il check-out e decido di lasciare per un po’ la valigia in deposito all’ostello. Visto che ho il volo di pomeriggio posso approfittare per vedere ancora qualcosa a Zurigo e per comprare qualche souvenir da portare a casa.
Il tempo è sufficiente per fare una seconda scappatina al quartiere ovest di Zurigo, Zurich-West dove, come avevo detto precedentemente, si concentra la movida zurighese. È un quartiere che ricorda molto Berlino, ho visto una piazza quadrata molto bella e dei grattacieli realizzati, mi sembra, con dei container.
Dato che avevo tempo ho approfittato per prendere il tram e per fare un salto a uno dei famosi giardini zen della città, il Chinagarten. Tuttavia, una volta arrivato, mi sono reso conto che sono aperti solo da marzo a ottobre, il che è un vero peccato, comunque senza rassegnarmi ho cambiato programma recandomi a un giardino botanico che si chiama Botanischer Garten gestito dall’università e dove si trovano piante esotiche e indigene.
Mi accorgo ad un certo punto che si è fatto tardi e devo tornare indietro, mi occorre giusto il tempo di comprare souvenir e mandare qualche cartolina a alcuni amici.
Si torna a casa con un volo pomeridiano, Zurigo nel complesso mi è piaciuta e mi ha incantato, però è stato un gran dispiacere non aver fatto un salto a Ueltiberg, la famosa montagna dove si può vedere una delle migliori viste della città che poi con la neve è tutta un altra cosa. Ma la cosa non mi scoraggia, si può sempre ritornare, no?
Tra le cose che ho apprezzato di più ricordo la puntualitá, la tranquillitá, l’efficienza e la storia di Zurigo, e se proprio devo trovare un difetto sarebbe di certo il costo della vita, qui tutto costa tanto, anzi oserei dire troppo.

Testo e fotografie di questo post sono realizzate per Viaggia e Scopri da Fabrizio Iannone

Zurigo, scorcio nei pressi del Neumarkt
Zurigo, scorcio nei pressi del Neumarkt

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About Fabrizio Iannone 4 Articoli
Sono Fabrizio, sono nato a Roma agli inizi degli anni 80, in questi anni ho coltivato molte passioni tra cui andare in bicicletta, la buona cucina, la natura e ovviamente quella di viaggiare conoscendo nuovi mondi. Ogni volta mi piace vedere qualcosa di nuovo e devo dire che fino a oggi ho vissuto molte esperienze e mai mi voglio fermare, perché come si dice: chi si ferma è perduto!

2 Comments

  1. Bravo Fabrizio, ho vissuto per 4 anni a Zurigo per lavoro e mi è rimasto impresso, ancora dopo 50 anni ringrazio la città di Zurigo che mi ha insegnato la professione di orafo e mi ha permesso, ritornando a firenze, di lavorare ad un certo livello e di vivere comodamente. Aleandro

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